Resto in penombra. Prendo il quaderno e comincio a scarabocchiare, appuntare qualcosa.. Un uomo ed una donna, stretti per la mano, si avvicinano con la loro bambina.. Lei mi fissa tristemente, come se vedesse oltre.. Più di chiunque altro.
Si volta al padre e chiede se puo bere. L'uomo le porge aiuto, e si allontanano. Sento l'acqua sgorgare delicata, odore di festa si distingue tra le voci lontane... C'è calma tutt'intorno... C'è pace. Allo stesso tempo tornado di pensieri affolla la mia mente, devastando la mia fievole felicità. Salgo sulla ringhiera e chiudo gli occhi.. Una folata di vento, e sembra di volare. Torno a sedere e fisso il nero della valle, che si vede dalla montagna. Mi rivedo in quell'albero, che come me, vive nel dolore di dare troppa della sua linfa alla fredda pietra che invece macella le sue radici.. E soffre in silenzio.
Come te che splendi nel cielo,
Come te che sei sola,
Brillo di una luce destinata a spegnersi nel nulla,
Da un giorno all'altro.
Buco nero.
Patria di ogni tempo e spazio,
Come te anche io, stella solitaria.
Come te che sei sola,
Brillo di una luce destinata a spegnersi nel nulla,
Da un giorno all'altro.
Buco nero.
Patria di ogni tempo e spazio,
Come te anche io, stella solitaria.
