venerdì 9 ottobre 2009

Cosa resta di te: parte 1

Collerico, mi sollevai dal banco degli imputati sputando sulla giuria il veleno che avevo tenuto in corpo per giorni: "Come osate, voi, paragonarmi ad un essere di tal basso livello!". Notai una guardia posare innanzi il suo piede sinistro ed afferrare stretta la spada, avvolta nel fodero. Battei più volte i pugni sul bancone, maledicendo le persone che del mio rango non tenevan ormai conto. Mi colpì alla testa, non ricordo altro.. Ne un nome, ne un volto.. Ricordo solo che tutto divenne scuro e le voci si soffocarono. Se ci penso sento ancora il dolore riaffiorare.
E questa è la mia storia. Ora qui, naufrago di un vascello senza capitano, pirata di un mare che non è il mio, vago per le strade di una città che neppure conosco, ascolto conversazioni in una lingua mai udita..

Mai udita?
Val per me, quanto per loro..
Mi impensierisco dubitando della genuinità dei miei ricordi.
Riflettendo con pazienza, giungo all'ipotesi di essere io, lo sconosciuto.
Nefandezza. Con la notorietà di cui godevo ed il chiacchiericcio popolare riguardante le ultime giornate del processo, non posso passare inosservato, neppure nascosto sotto un saio da frate.
Tuttavia lo sconforto mi è padre, in questo istante di pensiero..

Sbuffando rozzamente, mi scosto dalla strada principale e mi inoltro in un vicolo, trascinando le mie membra doloranti. Siedo ad un gradino e scorgo una fotografia cadere dalla mia tasca. Allungo la mano sporca, e goffamente afferro tra le dita l'immagine di Lei. Oh Lei, quanti ricordi, quanto dolore.. Lei che mi ha dato speranza, Lei che mi ha dato la sicurezza che nemmeno un uomo di mondo quale che sono, può sperare di avere.. Cerco conforto nella sua espressione libera ed allo stesso tempo seria e composta, ti ho cercata così a lungo.. Cosi a lungo che la troppa beltà dei pochi giorni passati assieme, pose su di noi il malosguardo di un'intera Europa.

Cosa resta di te, se non la melodia che ti ricorda alla finestra con un fiore di maggio, ed il pensiero di un tuo candido sorriso...

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