Socchiudo gli occhi ed i capelli mi scivolano vivacemente sul viso ormai cupo, abbasso lo sguardo annerito sui tasti del mio angelo di corde. Tuona il cielo, squarciando il sibilo fievole di una serata senza senso, nascosta ormai da pensieri e domande. Non vola la fantasia, incatenata da qualcosa di fittizio che ha piu forza di mille realtà. E tutto tace.
Sibila la chitarra allo sfiorare delle dita.. L'unico piacere di cui posso godere in questi momenti, è la melodia di un arpeggio che scalda il cuore e mette le ali anche dove sembrerebbe impossibile.
Uno sguardo attento, innamorato, si impossessa di me. Nota dopo nota ogni pensiero si trasmette al mondo circostante, quasi fosse un'epidemia di amara tristezza. Amo ogni cosa che ispira poesia, e grazie alla mano accompagnatrice del fato, faccio mia la musica che rende il mondo schiavo del pensiero e del sentimento. Stretto fra un accordo ed un tremolio, il fischiare delle dita striscianti sulle corde mi rende partecipe di una danza tribale di arte magica, che è cio per cui molti vivono ed alcuni muoiono.
Vorrei dare un nome a certe sensazioni, ma non v'è rimedio alla trance che si impossessa dei miei muscoli e delle mie memorie, rendendomi succube dei miei stessi sguardi in un riverbero di dolore.
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